Il nome di Brescia deriva da Brixia, la cui radice “brig” indica luoghi elevati, infatti il primo nucleo della città sorse sul colle Cidneo, dove oggi è situato il castello. Brescia era abitata dai Cenomani, popolazione di stirpe gallica, ivi stanziatisi intorno al IV secolo a.C.; essi stabilirono progressivamente un rapporto pacifico con Roma fino a divenire, nel 194 a.C., socii foederati.
Grazie al processo di romanizzazione, favorito da scambi sempre più frequenti, nell’89 a.C. Brescia ottenne la concessione dello ius Latii, ricevendo in questo modo lo statuto di colonia latina da cui partì la sua prima sistemazione urbanistica.
I resti archeologici relativi a questo periodo sono poveri a causa dei massicci interventi di riassetto che la città subì in età romana nel sito del Foro ma anche di piazza Labus, destinato a diventare il centro della vita pubblica e religiosa della città romana; in questa zona l trasformazioni edilizie furono estesi e non poco radicali.
Dell’insediamento gallico per l’appunto rimangono solo alcune testimonianze della cultura materiale, come vasi e ciotole e olle da cucina, mentre dal II secolo a.C. si rigistra la presenza sempre più forte e significativa di materiali tipicamente romani, che vengono poi ripresi e imitati nell’ambiente locale.
Nel 49 a.C. Brescia ricevette la cittadinanza romana e il nuovo municipium fu ascritto alla tribus Flavia.
Sotto l’impero di Tiberio venne definita e ultimata la strutturazione urbana. Coinvolta durante il caos che succedette immediatamente la morte di Nerone, scoppiato nella guerra civile, e con la vittoria di Vespasiano, la città venne ricostruita.
Da ultimo Brescia fu coinvolta in diverse vicende belliche fra II e V secolo sia in seguito a lotte per la successione sia a incursioni di popolazioni barbariche.