L’edificio romano della Basilica, ancora oggi riconoscibile nel prospetto delle case allineate lungo il lato settentrionale di piazza Labus, fu realizzato in età flavia con paramento a blocchi regolari in pietra di Botticino.
Esso chiudeva a sud piazza del Foro (in contrapposizione con il Capitolium che la chiudeva a nord) ed era dedicato agli scambi commerciali e all’amministrazione della giustizia. L’interno era costituito da un’unica aula rettangolare circondata, esternamente, da partici sui quattro lati. La pavimentazione era costituita da grandi lastre in marmo grigio-azzurro e bianco disposte in un motivo quadrangolare che veniva ripreso poi anche dalla pavimentazione che correva all’esterno intorno alla basilica.
Il rinvenimento di un’iscrizione onoraria, dedicata a Nonio Macrino, reimpiegata nel medioevo come soglia, ha fatto pensare che originariamente essa fosse collocata all’interno della Basilica per commemorare forse un’azione di questo personaggio attivo nella vita bresciana del II secolo d.C.
Nel quadro di generale decadenza e abbandono che animò Brescia dal IV secolo d.C. la Basilica romana perse le sue originarie funzioni e venne quindi spogliata dei rivestimenti marmorei e lapidei. Nonostante ciò l’edificio rimase integro fino all’VIII secolo, quando i terreni circostanti vennero adibiti al pascolo e alla coltivazione.